Pubblicato il secondo volume sulle ricerche archeologiche a Sant'Andrea di Loppio

Pubblicato il secondo volume sulle ricerche archeologiche a Sant'Andrea di Loppio

Lo studio descrive la chiesa di epoca medioevale che sorge sulla sommitą dell'isola situata nell'alveo del lago

Pubblicato il: 01-09-2020

Noto fin dal XIX secolo per segnalazioni e rinvenimenti sporadici, dal 1998 il sito di Loppio fu oggetto di campagne di scavo promosse dalla Sezione Archeologia della Fondazione Museo Civico di Rovereto. Il sito sorge sull'isola di Sant'Andrea, nel Lago di Loppio, in corrispondenza della valle che da Mori a Nago collega il fiume Adige col bacino del Garda. Una posizione strategica quindi, di cui l'uomo ha sempre tenuto conto: le testimonianze di frequentazione infatti vanno dalla preistoria fino alla Grande Guerra, nel secolo scorso. 

Nel 2016 è stato pubblicato il primo volume delle ricerche, edito dall'Archaeopress Archaeology di Oxford, e curato dalla conservatrice per l'archeologia della Fondazione Museo Civico di Rovereto Barbara Maurina. Il libro è dedicato all'area del castrum, l'insediamento fortificato risalente ai secoli V-VII rinvenuto nella zona Nord-Est e Sud dell'isola. Questo secondo volume, edito sempre da Archaeopress, e curato, insieme a Barbara Maurina, anche dall'archeologo medievista Carlo Andrea Postinger, si concentra sulla chiesa medioevale che sorge sulla sommità dell'isola e che è dedicata a Sant'Andrea. Numerosi i contributi di studiosi e ricercatori, specialisti in diverse discipline e appartenenti non solo alla Fondazione Museo Civico ma anche ad altre istituzioni. Numerosissimi gli studenti e le persone che a titolo volontario hanno partecipato negli anni alle ricerche sul campo.

Entrambi i volumi sono acquistabili sul sito Archaeopress. Alcune copie saranno in vendita anche presso il bookshop della Fondazione Museo Civico di Rovereto fino a esaurimento. 

Loppio è un sito che desta interesse sia dal punto di vista storico sia sotto l'aspetto paesaggistico. Circa alla metà del secolo scorso fu scavata una galleria per convogliare le acque del fiume Adige nel lago di Garda durante i momenti di piena, evitando così esondazioni da Rovereto fino a Verona. Questo intervento tuttavia intercettò la falda e il bacino del Lago di Loppio si prosciugò. L'area palustre che si è creata ospita varie specie animali e vegetali. Con una delibera della Giunta Provinciale del 1987 il bacino ha ottenuto lo status di biotopo con le relative tutele. 
Negli anni sono stati attivati alcuni progetti per la valorizzazione dell'area. Lungo la valle corre una pista ciclabile molto frequentata, che passa accanto all'isola. Tra il 2010 e il 2013 la Provincia ha realizzato un intervento di conservazione del sito archeologico, e insieme al Museo Civico di Rovereto un percorso a pannelli. L'area è aperta al pubblico e di libero accesso. Periodicamente la Fondazione Museo Civico di Rovereto organizza visite guidate, segnalate sul sito web nel calendario degli appuntamenti. 

 
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