
Il cielo sotto la cupola: il Meeting PLANit 2026 e la divulgazione astronomica in Italia
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Dal 9 all'11 aprile 2026, la comunità dei planetaristi e delle planetariste d’Italia si è riunita a Ravenna per il Meeting PLANit, il convegno annuale dell’Associazione dei Planetari Italiani, un appuntamento imperdibile a cui anche la Fondazione Museo Civico di Rovereto ha partecipato per la prima volta con il Planetario "Angioletta Coradini" e la presenza delle astronome dell’area Astronomia. Questo incontro ha avuto un sapore speciale: esattamente quarant'anni fa, nel 1986, proprio sotto la cupola di Ravenna si svolse il primo storico ritrovo dell'allora Associazione Amici dei Planetari.

Dario Tiveron che introduce le astronome della Fondazione Museo Civico di Rovereto (Chiara Simoncelli a sinistra e Martina de Maio a destra) al loro intervento intitolato: “L’evoluzione di un planetario come luogo chiave della didattica di un museo di scienze”
L'associazione PLANit ha la missione di fare rete tra i planetari e i professionisti del settore, promuovendo la didattica, la condivisione di risorse (come filmati gratuiti e corsi di formazione) e lo sviluppo professionale e rappresenta i planetari italiani dentro l’International Planetarium Society. L'edizione di quest'anno, organizzata insieme all'Associazione Ravennate Astrofili “Rheyta” (ARAR) e al Comune di Ravenna, ha registrato la presenza di circa 80 iscritti provenienti da tutta Italia.
Uno dei filoni principali dell'incontro è stato il ruolo sociale delle cupole distribuite sul territorio italiano: i lavori si sono aperti all'insegna del suono con un workshop sulla sonificazione dei dati curato da Sandro Bardelli (INAF) e Giorgio Presti (Università di Milano), una tecnica capace di tradurre i segnali cosmici, e quello che si mostra durante gli spettacoli al planetario, in suoni per rendere l'astronomia accessibile anche alle persone con disabilità visiva. Inclusione e accessibilità hanno attraversato molte sessioni: è stata raccontata la sfida di "portare il cielo nelle RSA" come stimolo per gli anziani, si è parlato universal design per rendere i planetari realmente aperti a chiunque, e di strumenti per accogliere al meglio persone nello spettro autistico e le loro famiglie.
Un planetario, del resto, è uno spazio capace di generare una profonda meraviglia, che può avere un impatto sul benessere psicologico delle persone che lo frequentano, parlando con tutte e tutti, a più livelli, attraverso un modo di fare divulgazione molto trasversale.
Il planetario può diventare anche un ponte per la ricerca: un risultato storico del convegno è stata la firma dell'accordo quadro tra PLANit e l'INAF - Istituto Nazionale di Astrofisica. Questa intesa, promossa da Caterina Boccato e Agatino Rifatto, riconosce formalmente i planetari come nodi cruciali per connettere la ricerca d'avanguardia ai cittadini. L'accordo prevede la collaborazione per produrre contenuti condivisi, materiali didattici ed eventi dedicati a temi sensibili come l'inquinamento luminoso e la sostenibilità.
In un contesto nazionale che conta più di 100 planetari, più di 150 planetaristi e planetariste, circa 300 mila visitatori all’anno e oltre 100 mila stelle proiettate, questa comunità, dopo quarant’anni, si riconosce sempre più ricca, trovando occasioni di contatto, condivisione e crescita.

Team di partecipanti al convegno
CURIOSITÀ
Tra i successi festeggiati, anche l'ingresso ufficiale del termine "planetarista" nell'enciclopedia Treccani, un riconoscimento importante nell’ambito della divulgazione scientifica. Come racconta il presidente di PLANit, Dario Tiveron “Il termine planetarista, da decenni utilizzato nel nostro ambito per indicare chi opera all’interno di un planetario come divulgatore scientifico, esperto di astronomia e voce narrante del cielo stellato, è finalmente stato accolto nel lessico della lingua italiana. Un segno tangibile che ciò che facciamo ogni giorno – con passione, competenza, creatività – ha un nome, un’identità e, ora, un primo riconoscimento ufficiale.”
Per approfondire:
La parola “Planetarista” entra nella Treccani > QUI
Planit > QUI
A cura di Chiara Simoncelli, area Astronomia della Fondazione Museo Civico di Rovereto



