Palazzi Aperti

Palazzi aperti: i Municipi del Trentino per i Beni Culturali

  • A Rovereto visite guidate a cura della Sezione storico-artistica del Museo Civico


L’iniziativa Palazzi aperti. I Municipi del Trentino per i Beni culturali ha dato l’occasione, a partire dal 2004, ad una fitta rete di Comuni trentini di riscoprire e valorizzare il proprio patrimonio storico, artistico e culturale, attivando preziose collaborazioni con associazioni culturali, gruppi folk, cori, scuole musicali e privati cittadini, riscuotendo un notevole successo di pubblico.
Questo è lo spirito che anima la manifestazione, giunta ora alla sua terza edizione, prevista nel periodo 8 - 14 maggio 2006 e volta a favorire la riscoperta dell’arte e della storia del Trentino, fra palazzi, chiese, cappelle, conventi, ville, corti, monumenti ed altri beni culturali raramente visitabili e messi al servizio del pubblico attraverso inediti itinerari guidati da esperti e storici dell’arte e arricchiti da momenti di animazione e di spettacolo.
All’iniziativa partecipano quest’anno sessanta Comuni trentini, nell’intento di far tesoro del proprio patrimonio e di valorizzare i propri beni culturali.

Per il programma completo dell'evento, www.trentinocultura.net

PALAZZI APERTI
I Municipi del Trentino per i beni culturali
Rovereto 13 - 14 maggio 2006

Visite guidate a cura del
Museo Civico di Rovereto
Prenotazione Museo Civico di Rovereto tel.0464 439055
museo@museocivico.rovereto.tn.it
Coordinamento scientifico e testi Paola Pizzamano, sezione storico-artistica Museo Civico
Foto Museo Civico, Osvaldo Maffei
Guide Laura Franz, Maddalena Malesardi, Antonella Rosà
Intrattenimento musicale a cura della Civica Scuola Musicale R. Zandonai di Rovereto
Organizzazione e Info Comune di Rovereto Servizio Attività Culturali tel.0464 452254
cultura@comune.rovereto.tn.it

SABATO 13 MAGGIO 2006
ore 10.00, 11.00, 15.00, 16.00
- PALAZZO ROSMINI, CASA ROSMINI E BIBLIOTECA ROSMINIANA
ore 15.00 - COMPLESSO COLLE MASOTTI, PALAZZO LARCHER FOGAZZARO poi PALAZZO DE COBELLI
ore 16.30 - PALAZZO PRETORIO - residenza municipale - seguirà alle ore 17.30 la presentazione della pubblicazione sull'Epistolario Depero

DOMENICA 14 MAGGIO 2006
ore 10.00, 11.00, 15.00, 16.00 - PALAZZO ROSMINI, CASA ROSMINI E BIBLIOTECA ROSMINIANA
ore 10.00 - GIARDINO BRIDI Tempietto dell’Armonia, Monumento sepolcrale a ricordo di W. A. Mozart - seguirà un breve concerto del Duo flautistico Elisa Stefanati e Monica Ghisio della Civica Scuola Musicale Riccardo Zandonai, musiche di W.A. Mozart -
ore 11.00 - PALAZZO PRETORIO - residenza municipale - seguirà intrattenimento musicale con il Duo arpa e violino Chiara Brun e Gianluca Zanolli della Civica Scuola Musicale Riccardo Zandonai
ore 15.00, 16.30 - PALAZZO FEDRIGOTTI

Palazzo Colle Masotti (Larcher Fogazzaro) - via S. Maria, 95
Il Palazzo sorge in Via S. Maria, un tempo borgo di San Tomaso, dove scorre la roggia Paiari, una delle tre rogge derivate dal Leno che favorirono lo sviluppo dell’industria della seta. Faceva parte dell’azienda serica della famiglia Colle, con edifici disposti in modo razionale attorno ad un cortile: un filatoio di sei piani, eretto nel 1770 e attivo fino al 1876; una filanda a fuoco a otto camini, demolita nel 1833 per una nuova con macchina a vapore; e magazzini. Concepito come parte di un complesso aziendale e commerciale, il palazzo accoglieva al pianterreno e al piano rialzato depositi della seta e uffici; al piano nobile, l’abitazione. Presenta una bella facciata neoclassica caratterizzata da una sezione centrale aggettante composta dal portale a bugnato sovrastato da una elegante trifora con balaustra e colonne di pietra, che sorreggono un fastigio a timpano. L’androne d’ingresso è articolato da una scala centrale con balaustra decorata da sculture, che conduce ad un piano rialzato di accesso al cortile e, a sinistra, attraverso un doppio arco allo scalone. Negli ambienti del piano rialzato si conservano uno scaffale sostenuto da mensoloni di pietra e un armadio ligneo per la seta.
All’interno sono ancora visibili le belle cornici marmoree settecentesche delle porte e delle bocche di alimentazione delle stufe, stucchi, pavimenti in marmo e in legno in alcune stanze, soffitto dipinto nel salone centrale e un paesaggio con rovine attribuibile a Giovanni di Dio Galvagni.

Palazzo de Cobelli - via S. Maria 55
Il Palazzo fu costruito alla fine del Cinquecento dalla famiglia Cosmi nel borgo di S. Tomaso, ora Santa Maria, che conserva ancor oggi diversi e tra i più importanti complessi manifatturieri dell’arte serica (filatoi, filande, case commerciali). La bella facciata è caratterizzata da un portale sormontato da una loggia con motivo a serliana. L’interno presenta una pianta veneta con salone centrale di accesso alle stanze disposte simmetricamente ai lati, con porte decorate da cornici arricchite da stemmi gentilizi della famiglia Cosmi. Diverse stanze presentano decorazioni settecentesche in stucco e pregevoli stufe. Di particolare rilievo in una stanza al pianterreno è una decorazione con busti di imperatori.
Il piano nobile conserva gran parte degli interventi di abbellimento eseguiti nel Settecento, pavimenti lignei, un raro soffitto ligneo policromo, decorazioni a stucco e un paesaggio attribuibile a Giovanni di Dio Galvagni. All’interno attorno al cortile sorgono le scuderie e i magazzini.
Il Palazzo passò alla famiglia De Cobelli.

Palazzo Pretorio - residenza Municipale - piazza Podestà
L’edificio - acquistato dalla Repubblica Veneta - fu ampliato e ristrutturato dal 1476 al 1479, sotto l’amministrazione del podestà Pietro Venier, con l’accorpamento di alcuni edifici attigui, per destinarlo a sede dei podestà.
Dell’antica costruzione quattrocentesca rimangono il tipico portichetto sotto il quale scorre la Roggia Grande - dipinto sulla facciata con motivi a scacchiera e scene d’argomento biblico e allegorico -; e la Sala del Consiglio. Rimaneggiata da Augusto Sezanne tra la fine dell’800 e gli inizi del ’900, quest’ultima conserva l’antica decorazione parietale e l’imponente camino cinquecentesco con la cappa affrescata recante lo stemma del podestà Giorgio Savoni. Nel soffitto della sala fra le travature di legno - alternato ad un motivo floreale e al leone di S. Marco -, compare lo stemma, a fasce bianco-rosse, della famiglia veneziana Venier, che ritorna sulla facciata e sulle finestre verso il cortile.
Al Settecento risale la realizzazione del portale d’accesso, sormontato da una balaustrata sorretta da due colonne; e delle decorazioni pittoriche e a stucco rocaille tuttora conservate in alcune stanze del primo piano.
La Sala Cristo Re presenta una interessante decorazione settecentesca a stucco, raffigurante lo stemma cittadino della quercia coronata, illuminato dal sole e dalla luna e sottoposto ai quattro venti; agli angoli, i simboli coronati della Sapienza, della Giustizia, dell’arte della Guerra e l’allegoria della Letteratura. Ai lati, vi sono due riquadri raffiguranti rispettivamente una scena di caccia in una città con porto e una visione di campagna. In questo ambiente esisteva il primo teatro stabile di Rovereto, chiamato il "Camerone de presentati", utilizzato fino al 1784, data di inaugurazione del Teatro Sociale (ora Riccardo Zandonai). Anche la Sala della Sapienza, ora ufficio del sindaco, conserva una bella decorazione a stucco che racchiude nel soffitto l’affresco con la Sapienza che scaccia l’Invidia. Il camino è abbellito da una decorazione raffigurante Minerva che presenta lo stemma di Rovereto all’aquila bicipite austriaca. Nella stanza attigua è stato rinvenuto nel corso del recente restauro un affresco quattrocentesco con due figure di donna che facevano parte di un ciclo cortese.
Nell’attuale Sala Giunta, un tempo cancelleria, è stata riportata alla luce la decorazione pittorica che nel Settecento ricopriva l’intera parete. Essa raffigura, a fasce sovrapposte, gli stemmi dei podestà che si sono succeduti a Rovereto nel corso dei secoli. Gli stucchi del soffitto mostrano una decorazione con una quercia e un cinghiale. Scendendo lo scalone costruito nel 1892 su progetto di Sezanne, che demolì l’antica scala, si raggiunge la Casetta "Vigilantia" - che nei secoli ha ospitato le abitazioni del cancelliere e dei birri. Attraverso una piccola porta di legno, dotata di robusti chiavistelli, si accede all’antica prigione con il soffitto a volta, che conserva numerosi graffiti incisi sulle pareti agli inizi del Seicento. Al massiccio intervento di demolizione e ristrutturazione del Sezanne (1902) risale il loggiato verso la corte, affrescato con gli stemmi dei governi succedutisi a Rovereto. Contemporanea è la meridiana affrescata sulla parete che si affaccia sul cortiletto, contornata dai Segni dello Zodiaco. Con un richiamo al "Ponte dei Sospiri", Sezanne ideò nel 1920 il ponte di collegamento sopra Via Bertolini, tra la residenza municipale e l’attiguo Palazzo Sbardellati.
Del 1929 è il grande affresco del leone alato sulla facciata, ricordo vivissimo della dominazione veneta, che ricorre anche in altri edifici del centro storico.
All’interno del palazzo sono esposte diverse opere della collezione d’arte del Museo Civico, come la stufa in terracotta verniciata con fregi dorati ed iscrizioni, ideata nel 1780 dal letterato Clementino Vannetti, posta nella sala che accoglie anche un suo paesaggio giovanile e il primo modello del suo busto ideato da Carlo Fait, per il monumento in Piazza Rosmini.

Casa Rosmini - Corso Rosmini, 28
Originariamente era una residenza rustico-signorile posta fuori dalla cinta urbana, in aperta campagna, la cui prima documentazione risale all’inizio del ‘600. Casa paterna e natale di Antonio Rosmini (1797-1855), il noto filosofo roveretano, che rappresenta uno dei più grandi pensatori italiani dell’Ottocento. L’attuale concezione architettonica è dovuta all’ingegnere Mascanzani che si attenne ad un disegno dell’architetto Ambrogio Rosmini, zio del filosofo. All’interno del palazzo è possibile visitare alcune stanze con arredi originali, tra cui la stanza natale di Antonio Rosmini, l’appartamento dello zio Ambrogio, la ricca biblioteca (circa 15.000 volumi) e l’archivio della famiglia Rosmini. La biblioteca storica, collezionata da Ambrogio e soprattutto da Antonio Rosmini, di formazione settecentesca spazia in ogni campo del sapere, dalla letteratura alla storia, alla geografia, dall’arte alla filosofia ecc. L’archivio (sec. XVI-XIX) si integra perfettamente con i depositi storici della città in quanto alcuni personaggi della famiglia Rosmini nel corso dei secoli ricoprirono varie cariche pubbliche. Integrano il patrimonio di Casa Rosmini una cospicua raccolta di stampe antiche ed una notevole quadreria, quest’ultima ammirabile nella visita alla casa, prodotte entrambe dalla passione per l’arte dell’architetto Ambrogio Rosmini. La cappella fu decorata nel 1784 dall’architetto-scenografo Filippo Maccari, con finte architetture, illusionistiche.

Palazzo Fedrigotti - Corso Angelo Bettini, 31
Il Palazzo fu progettato nel 1788 da Ambrogio Rosmini sull’ampia e rettilinea arteria stradale del corso Nuovo realizzata a partire dal 1771 e definita da altri prestigiosi edifici: Palazzo dell’Annona, nato come magazzino pubblico del Grano, ora sede della Biblioteca Civica "G. Tartarotti", Palazzo Alberti, con affreschi del Marcola, il Teatro Sociale, ora "R. Zandonai", e l’imponente Palazzo Piomarta. L’edificio presenta una pianta quadrata con cortile circolare interno che s’ispira alla villa Farnese di Caprarola del Vignola. La facciata d’impronta neoclassica si sviluppa su tre piani, con portale centrale a bugnato liscio, sormontato da un balcone. Singolare è l’atrio di accesso, con quattro pilastri a fasci di lesene di ordine toscano, che introduce al cortile circolare e allo scalone. Rosmini attua una mediazione tra le novità neoclassiche e la tradizione barocchetta presente in altri edifici cittadini. Dal corridoio del piano nobile e attraverso un ponte di raccordo, si accede al giardino che si sviluppa a terrazza verso la collina, e sul versante sud, verso il Corso Nuovo, all’italiana abbellito da una fontana con una coppia di delfini attorti. Annesso al Palazzo sono altri edifici (scuderie, rimessa per le carrozze, magazzini delle merci e fienili) destinati all’esercizio dell’attività del conte Giovanni Pietro Fedrigotti, detentore del monopolio della posta di Rovereto. Nel 1920 l’edificio passò alle Dame Inglesi che diedero vita all’Istituto Beata Vergine Maria.

Giardino Bridi - viale Trento 42
Il giardino fa parte del complesso residenziale Bridi, ora De Probizer. Sorge su un terreno di nove ettari in lieve pendio, ricco di vegetazione, anche molto rara, che Giuseppe Antonio Bridi, roveretano, banchiere a Vienna, volle acquistare in più riprese tra il 1810 e il 1820, per potervi trascorrere la vecchiaia. Nell’ampio giardino d’ispirazione romantica, il Bridi volle celebrare la sua passione per la musica e la sua amicizia con Paisiello, Haydn e in particolare con W.A. Mozart, mediante la costruzione di un Tempietto dell’Armonia, progettato nel 1825 dall’architetto Pietro Andreis, modulato dal numero sette, e affrescato dal pittore rivano Giuseppe Craffonara. La decorazione, danneggiata durante la guerra, raffigurava sulla volta della cupola Apollo che dispensa corone di alloro ai genietti, per celebrare i sette musicisti raffigurati negli spicchi. All’amico Mozart Bridi volle dedicare un monumento sepolcrale posto all’interno di una suggestiva grotta di ispirazione romantica. All’interno del giardino fu costruita nel 1828 una chiesetta dedicata a Maria "Refugium Peccatorum", di stile neo-gotico, che presenta una volta affrescata dal pittore roveretano Domenico Udine. Sull’altare fu collocata la pala eseguita dal Craffonara.

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