Carlo Fait. Il culto della bellezza
Museo della Città
via Calcinari, 18
Rovereto (TN)
Dal 16 luglio 2026
Carlo Fait. Il culto della bellezza
Il nuovo allestimento temporaneo nelle sale del Museo della Città rende omaggio allo scultore roveretano Carlo Fait (1877-1968), un tributo che celebra l'artista e il suo fortissimo legame con la città natale.
Nel corso della sua vita, infatti, Fait destinò al Museo Civico una progressiva donazione di opere, spinto dal desiderio di lasciare un progetto di memoria che invogliasse a dedicarsi all'arte e alla scultura.

La mostra permette al pubblico di ammirare da vicino alcuni capolavori fondamentali del suo percorso. Si parte dal precoce bassorilievo in gesso policromo Mia madre (1903), accostato al raffinato ritratto in marmo Mia moglie (1935-39). Il confronto tra le due opere rivela l'eccezionale maturazione espressiva e la crescita tecnica raggiunta da Fait nell'arco di vent'anni.
Tra le altre opere selezionate spiccano anche Prima Fides, delicata espressione del suo linguaggio simbolista, oltre alle opere preparatorie dei suoi capolavori: il gesso patinato a finto bronzo del Cristo morente, opera di straordinario pathos, e la piccola opera in bronzo La Preda.
La mostra è in dialogo con l'esposizione permanente, visitabile a ingresso gratuito, a Palazzo Alberti Poja in Corso Bettini, dove tra le altre opere si trovano, questa volta in versione marmorea, il Cristo morente e l'imponente gruppo de La Preda.
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A cura di Alice Salavolti
Le sale del Museo della Città si rinnovano
Palazzo Sichart, oggi Museo della Città, è stato sede del Museo Civico dagli anni Quaranta al 1995, con collezioni naturalistiche, reperti archeologici e testimonianze di natura, scienza e memoria del territorio.
Il Museo vive oggi una nuova fase di trasformazione. Nasce così un progetto dedicato a dare spazio a ciò che normalmente resta nei depositi, lontano dallo sguardo del pubblico.
Una sala, pochi pezzi selezionati con cura: un'esposizione a rotazione per riscoprire artisti e opere normalmente invisibili.
Un'occasione per guardare da vicino ogni opera. Perché ognuna ha una storia da raccontare.

