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LE OPERE DELL’ARTISTA “OLIMPICO” FEDERICO FERRARINI ANCHE AL MUSEO CIVICO
Domenica 15 febbraio alla 15.30 un percorso immersivo nella mostra “Memorie del sottosuolo” al Museo di Scienze e Archeologia di Rovereto. Tra ghiacciai e vulcani, le opere di artisti internazionali dialogano con le scienze della terra. Tra i protagonisti anche Federico Ferrarini, autore del monumento a 5 cerchi inaugurato in piazza Brà a Verona in occasione delle Olimpiadi
Domenica 15 febbraio 2026, alle ore 15.30, la Fondazione Museo Civico di Rovereto invita il pubblico a superare il concetto tradizionale di visita guidata per vivere un’autentica esperienza di esplorazione all’interno della mostra "Memorie del sottosuolo", insieme al curatore Tiziano Straffelini.
Al Museo di Scienze e Archeologia si seguirà un percorso suggestivo nel "buio della Terra": un viaggio attraverso cinque ambienti naturali, dai ghiacciai ai vulcani, dalle grotte alle frane, dove la narrazione scientifica lascia spazio alla potenza evocativa dell'arte contemporanea.
Fossili e minerali non sono solo reperti da osservare, ma diventano chiavi di lettura per opere che riflettono sul tempo profondo e sulla crisi climatica.
Il legame con l'attualità olimpica
In questo ricco paesaggio sotterraneo, un’attenzione speciale sarà dedicata a Federico Ferrarini, presente in mostra con le sculture “Cascata di travertino” e "Stonestar", un blocco di travertino segnato da venature blu. La presenza di Ferrarini assume un significato particolare in questi giorni di attenzione per l’evento olimpico: l'artista veronese è infatti l’autore di "BeYond Barrier", il monumentale omaggio ai Giochi appena inaugurato in Piazza Bra a Verona, dove all’Arena si terrà la cerimonia di chiusura. Se nel monumento veronese Ferrarini ha unito marmi provenienti dai cinque continenti per celebrare con i cinque cerchi l'unione dei popoli, a Rovereto la sua opera invita a un contatto più intimo e silenzioso con la pietra, in perfetta armonia con lo spirito di scoperta che anima l'intera esposizione.
Un dialogo a più voci
L'esperienza porterà i visitatori a confrontarsi con linguaggi artistici molto diversi tra loro. Si passerà dalla fragilità poetica di Néle Azevedo, che con i suoi piccoli uomini di ghiaccio (Minimal Monument) riflette sul riscaldamento globale e la condizione umana, alle suggestioni magmatiche di Arthur Duff, ispirate alla forza dei vulcani, fino alle opere di Pieter Vermeersch, dove la luce e il colore si fondono con la solidità della materia.
Info e partecipazione
Domenica 15 febbraio 2026, ore 15.30.
Museo di Scienze e Archeologia, Borgo Santa Caterina 41, Rovereto.
€ 7 a persona. Il biglietto include l'accesso alla mostra e l'ingresso cumulativo all'altra sede (Museo della Città) per la mostra parallela "Ritratti d'albero".
Prenotazioni consigliate fino a esaurimento posti.
Ufficio Stampa Fondazione Museo Civico di Rovereto
T. 0464 452834
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