COMUNICATO STAMPA
"Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi": prorogate fino al 3 maggio la mostra al Museo della Città e l'installazione nel sottopasso della stazione a Rovereto
Continua il doppio percorso dedicato a Ezio Setti. Oltre al prezioso valore storico e documentario, il progetto dell'artista Matteo Setti Peterlini si distingue per la forte valenza artistica contemporanea e la straordinaria capacità di valorizzare il sottopasso ferroviario, trasformandolo in un luogo di memoria attiva.
ROVERETO. Grazie alla grande attenzione suscitata, è stata ufficialmente prorogata fino al 3 maggio 2026 la temporanea "Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi", originariamente prevista fino al 14 marzo.
Il progetto, ideato da Matteo Setti Peterlini e promosso da Fondazione Museo Civico di Rovereto, Comune di Rovereto e Nuovo Cineforum, offre alla cittadinanza un potente viaggio che unisce il rigore della ricostruzione storica a un'esperienza artistica e umana diretta. Setti Peterlini, pronipote di Ezio Setti è un artista attivo tra Berlino e Rovereto, e utilizza fotografia, installazioni e performance per creare ambienti relazionali che sfidano le convenzioni percettive, vantando esposizioni in contesti internazionali prestigiosi come il MAXXI di Roma e la Berlinische Galerie.
LA MOSTRA: IL FOCUS STORICO SU EZIO SETTI Il cuore documentario del progetto rimane visitabile presso il Museo della Città (via Calcinari, 18). L'esposizione, intitolata "Ezio Setti. Tracce e documenti, Marco 1887 - Mauthausen 1944", ricostruisce la figura umana e politica di Setti attraverso fotografie, memorie e documenti originali. Setti, nato a Marco di Rovereto nel 1887, fu prima sindaco, poi operaio alla Caproni di Milano e, dopo l'armistizio, un coraggioso collaboratore della Resistenza. Arrestato l'11 marzo 1944 per aver partecipato agli scioperi e imprigionato a San Vittore e Bergamo, fu infine deportato nel lager di Mauthausen, dove perse la vita l'11 settembre dello stesso anno. La mostra al Museo restituisce profonda dignità a questa storia spezzata, preparando emotivamente il visitatore all'esperienza in stazione.
L'INSTALLAZIONE: VALENZA ARTISTICA E VALORIZZAZIONE DEL SOTTOPASSO DELLA STAZIONE
Il forte impatto dell'iniziativa prende vita anche nel valore artistico dell'installazione site-specific al sottopassaggio della Stazione dei treni di Rovereto, che ha saputo valorizzare lo spazio urbano quotidiano da poco completato presso la stazione. Questo intervento di arte contemporanea ha trasformato un semplice luogo di transito distratto in un vero e proprio spazio di "inciampo" nella memoria. L'artista ha infatti ideato un dispositivo che replica a intervalli casuali la caduta dell'ultima lettera scritta da Setti alla famiglia e lanciata dal carro bestiame diretto al campo di sterminio, ricreando l'evento fortuito del suo primo ritrovamento, che ha miracolosamente permesso che fosse recapitata ai parenti.
Le copie numerate della lettera non sono chiuse in una teca, ma volteggiano nello spazio e cadono a terra, invitando il passante a compiere il gesto di raccoglierle. Grazie a questa dinamica artistica e relazionale, chi attraversa il sottopasso si fa carico del messaggio e diventa testimone attivo di un atto di trasmissione storica.
L'installazione tramuta così l'infrastruttura ferroviaria in una metafora del viaggio forzato verso la deportazione e in uno straordinario punto d'incontro tra passato e presente. A completare l'opera, ad altissimo impatto emotivo ed estetico, vi è un corpus di fotografie in bianco e nero realizzate con macchine fotografiche del 1940, che documentano i luoghi vissuti da Setti, testimoniandone la persistenza fisica nella geografia urbana odierna.
Il progetto "Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi" sarà accessibile fino al 3 maggio 2026. L'iniziativa è realizzata con il contributo di Fondazione Caritro, il sostegno della Provincia autonoma di Trento e il patrocinio di ANPI Rovereto-Vallagarina, MITAG Museo Storico Italiano della Guerra e ANED Nazionale
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