sab 31 gennaio, ore 11 | INAUGURAZIONE "SONO TRANQUILLO, ALTRETTANTO SIATELO VOI", mostra e installazione d'arte pubblica

  •  29.01.2026 - 17:20 
  •  Arte, Mostre
  • Rovereto, Museo della Città e Sottopassaggio della Stazione di Rovereto 31 gennaio - 14 marzo 2026

 

In occasione del Giorno della Memoria 2026, un doppio percorso tra il Museo della Città e la Stazione ferroviaria di Rovereto ricostruisce la vicenda di Ezio Setti, originario di Marco: una mostra documentaria sulla sua vita spezzata a Mauthausen, e un'installazione site-specific che farà cadere a intervalli casuali una copia della sua ultima lettera giunta miracolosamente alla famiglia, invitando i passanti a raccoglierla e farsi testimoni.

 

ROVERETO | Una lettera lanciata da un treno in corsa verso l'orrore dei lager, raccolta da mani sconosciute e miracolosamente recapitata alla famiglia. È da questo gesto di speranza e resistenza che nasce "Sono tranquillo, altrettanto siatelo voi", il progetto di Matteo Setti Peterlini che Rovereto ospiterà dal 31 gennaio al 14 marzo 2026. 

 

Una memoria che si divide in due tempi distinti ma complementari, per riunirsi in un unico messaggio: una mostra documentaria al Museo della Città e una toccante installazione site-specific presso il Sottopassaggio della Stazione dei treni, luogo simbolo del viaggio.

 

L'iniziativa è promossa dal Nuovo Cineforum Rovereto, dalla Fondazione Museo Civico e dal Comune di Rovereto, e invita la cittadinanza a un percorso di scoperta che parte dalla ricostruzione storica rigorosa per approdare a un’esperienza emotiva e diretta.
Ė realizzata con il contributo di Fondazione Caritro, il sostegno della Provincia autonoma di Trento e il patrocinio di ANPI Rovereto-Vallagarina, MITAG Museo Storico Italiano della Guerra e ANED Nazionale

 

LA MOSTRA: EZIO SETTI, TRACCE E DOCUMENTI Il cuore documentario del progetto è ospitato al Museo della Città di via Calcinari. L’esposizione "Ezio Setti. Tracce e documenti, Marco 1887 – Mauthausen 1944" ricostruisce la figura umana e politica di Setti, attraverso un percorso storico fatto di fotografie personali e pubbliche, memorie e documenti originali.

Dalla nascita a Marco di Rovereto fino all’impegno come sindaco della sua cittadina natale e alla vita di operaio alla Caproni di Milano, la mostra traccia il profilo di un uomo integro che, dopo l’armistizio, scelse la via della Resistenza.
Arrestato l’11 marzo 1944 insieme a una quarantina di suoi colleghi per la partecipazione agli scioperi e detenuto a San Vittore e Bergamo, Setti fu deportato a Mauthausen, dove morì l’11 settembre dello stesso anno. La mostra restituisce dignità alla sua storia, preparando il visitatore al gesto finale che chiude il percorso espositivo e apre quello esperienziale in stazione.

 

L’INSTALLAZIONE: UN GESTO CHE SI RIPETE 

L'intervento di arte pubblica si sposta nel Sottopassaggio della Stazione dei treni di Rovereto, trasformando un luogo di transito distratto in uno spazio di "inciampo" nella memoria. Qui, l’artista ha ideato un dispositivo che replica per un numero di volte pari ai giorni di detenzione a Mauthausen, la caduta dell'ultima lettera scritta da Ezio Setti e lanciata dal carro bestiame in corsa verso il campo di sterminio, un messaggio nel vento che poteva andare perduto, e che invece è stato casualmente ritrovato e recapitato da un anonimo alla famiglia.

 

Le lettere, copie numerate e firmate del manoscritto originale, cadono a terra o volteggiano nello spazio, ricreando l'evento casuale e disperato del loro primo ritrovamento. 

A corredo dell’installazione, un corpus di fotografie in bianco e nero documenta i luoghi della vita di Setti, testimoniandone la persistenza nella geografia odierna.

"L'installazione invita i passanti a farsi carico di quel messaggio”,  commenta l’artista Matteo Setti Peterlini. “Chi attraversa il sottopassaggio può imbattersi nella lettera, raccoglierla e portarla con sé, diventando testimone attivo di un atto di trasmissione storica. La mostra si fa memoria e il sottopassaggio diventa metafora del viaggio forzato verso la deportazione, ma anche un punto di incontro tra passato e presente, dove il ciclico ripetersi della caduta annulla la distanza temporale permettendo di ricongiungersi con Ezio"

 

L’ARTISTA Il progetto nasce da una connessione intima: Matteo Setti Peterlini (Rovereto, 1970) è pronipote di Ezio Setti. Artista attivo tra Berlino e Rovereto, Setti Peterlini lavora con fotografia, installazioni e performance per creare situazioni che mettono in discussione le convenzioni percettive. Le sue opere sono state esposte in sedi prestigiose come il MAXXI di Roma e la Berlinische Galerie.

INAUGURAZIONE E INFO 

L'inaugurazione seguirà l'ordine del percorso espositivo:

appuntamento sabato 31 gennaio 2026 alle ore 11 presso il Museo della Città (via Calcinari, 18), per poi proseguire verso il Sottopassaggio della Stazione per l'attivazione dell'installazione.

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fasi dell'allestimento dell'installazione

 

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