Da Rovereto a Detroit

Da Rovereto a Detroit

La felice parabola del team che ha vinto la finale italiana della FLL

Pubblicato il: 21-03-2018

Si chiamano Giacomo Corso, Pietro Fornalè, Beatrice Ligozzi, Alessio Montignani, Filippo Oliosi, Matteo Pellicari, Camilla Salvagno, Paolo Venturini, Matteo Vicentini e Maddalena Zuccato, e sono sette studenti e tre studentesse dell’Istituto Salesiano Don Bosco di Verona.
Vengono dalle classi terze B e C del liceo delle scienze applicate, e da un paio d'anni hanno scelto di aderire a un progetto che li ha portati a lavorare per pomeriggi interi e nei dopo cena anche nei periodi di vacanza.
Insieme alla passione per le scienze e la robotica, hanno infatti in comune l'appartenenza alla iDB - Tech-No-Logic: una squadra nata nel 2016 per concorrere alla FIRST® LEGO® League Italia, il campionato di scienza e robotica a squadre per ragazzi dai 9 ai 16 anni organizzato in Italia dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto.
La scorsa stagione il team si era qualificato per un torneo “Open International” a Bath, in Inghilterra. In occasione di HydroDynamics, la sfida di
quest'anno, la iDB - Tech-No-Logic ha vinto invece la finale della FIRST® LEGO® League Italia, sbaragliando la concorrenza delle altre 31 squadre, presenti con oltre 300 ragazzi e selezionate tra 150 squadre in tutta Italia. Insieme alle prime classificate negli altri paesi del mondo, il team del Don Bosco, guidato dal professore di informatica Luca Zanetti, rappresenterà dunque l'Italia al FIRST Lego League World Festival, la finale mondiale in programma a Detroit il tra il 25 e il 28 aprile.
Nella gara di robotica, a inizio marzo presso il Palazzetto dello sport Angelo Marchetti di Rovereto, il team iDB-Tech-No-Logic ha dominato, con un punteggio finale di 380 punti e con un distacco di 30 punti dal secondo classificato, vincendo anche la spettacolare gara finale di robotica nella Final Four.
Ma la squadra è stata valutata molto positivamente in tutte le fasi della competizione, quest’anno dedicato alla tematica dell’acqua: insieme alla gara di robotica, anche la presentazione di un progetto scientifico, la progettazione del robot ed i core value.
In particolare, il progetto scientifico presentato dai ragazzi del Don Bosco ha riguardato il riutilizzo dell’acqua piovana per l’irrigazione. “Il 70% dell'acqua potabile mondiale - spiegano loro nell'abstract del progetto - viene utilizzata per irrigare: una parte è impiegata nell’agricoltura, mentre il resto è adoperata nell’irrigazione di parchi e aree verdi.  Quest’acqua proviene principalmente dall'acquedotto pubblico o da pozzi. Per ridurre lo spreco abbiamo pensato di sfruttare l’acqua piovana, che normalmente finirebbe nelle fognature. Una volta raccolta, quando possibile, viene stoccata in enormi cisterne poste sui tetti o nei giardini delle abitazioni. Difficilmente vengono sfruttati sistemi simili nelle aree pubbliche, semplicemente per il fatto che una grande cisterna non può essere posta al centro di una piazza, perché oltre a occupare spazio, non è esteticamente gradevole. Bisogna trovare un posto comodo per immagazzinarla, che sia economico, compatto, facile da applicare e che non richieda molti lavori di costruzione. Inoltre deve essere il più vicino possibile a dove si necessita acqua, per risparmiare sulle tubature e ridurre la necessità di manutenzione. Tutte le strutture cave che si possono trovare in città potrebbero fungere da cisterne e fornire acqua per irrigare i parchi pubblici. Se, ad esempio, venissero riempite le strutture internamente vuote dei parco giochi che si trovano nei giardini cittadini si potrebbe riutilizzare l'acqua piovana accumulata per irrigare il prato circostante. Questo ridurrebbe sensibilmente la quantità di acqua potabile che viene sprecata annualmente a tale scopo. Il nostro progetto consiste nel ricreare una serie di strutture che si trovano comunemente nelle città o nei pressi dei giardini con criteri specifici per avere una capacità più elevata possibile. Andrebbero inoltre collegate alle grondaie dei palazzi vicini all’impianto per raccogliere quantità maggiori di pioggia, e poi fatte confluire nel preesistente impianto di irrigazione. Sostanzialmente si tratta di creare cisterne che non causino alcun disturbo alla popolazione in quanto interne a oggetti comuni e che quindi possano essere poste in un qualsiasi luogo senza problema. Tutto il processo di ideazione è stato basato su un attento studio di molteplici fonti tra le quali articoli di varie riviste scientifiche, siti internet affidabili e consigli di esperti nel campo”.
Definiti "esemplari” dalla giuria dei Core Values, i iDB - Tech-No-Logic sono riusciti a rispecchiare i valori fondanti della manifestazione: scoperta, curiosità, spirito di squadra, integrazione. I loro video su youtube hanno avuto migliaia di visualizzazioni.

 
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