Una pianta del tutto nuova per la Scienza scoperta sul Monte Baldo dai botanici del Museo Civico di Rovereto

Le Ŕ stato dato il nome di 'Guenthera repanda subsp. baldensis'. E' una vigorosa piantina ingentilita da profumati fiori gialli che cresce tra rupi e strapiombi sul versante veronese del Baldo, massiccio anche detto 'Hortus Europae' per la ricchezza e la peculiaritÓ della sua flora. Mai catalogata finora, Ŕ stata individuata nel 2004 dai ricercatori del Museo Civico di Rovereto Filippo Prosser e Alessio Bertolli e dal tirocinante Dennis Pozzer nel corso di un sopralluogo. E la recente pubblicazione sulla illustre rivista internazionale Willdenowia degli esiti di anni di studi ha prestigiosamente ufficializzato l'esclusiva scoperta dei botanici roveretani.



'A new subspecies of Guenthera repanda (Brassicaceae) from Mt Baldo (SE Prealps, Italy)'; ovvero, 'Una nuova sottospecie di Guenthera repanda (Brassicaceae) dal Monte Baldo (SE Prealpi, Italia): così titolava qualche settimana fa il numero 37 della illustre rivista internazionale Willdenowia, strumento d'informazione del Giardino botanico e Museo botanico di Berlino-Dahlem, ufficializzando in tal modo con tutto il prestigio di una pubblicazione dall' indiscusso rigore scientifico la nuova scoperta dei ricercatori del Museo Civico di Rovereto Alessio Bertolli e Filippo Prosser.

La graziosa piantina in questione, 'del tutto insolita per una Crucifera, caratterizzata da una robusta radice legnosa con rosette di foglie portanti al centro fusti con vistosi e profumati fiori gialli' (per usare le parole degli stessi scopritori), è stata notata da Bertolli, Prosser e dal tirocinante Dennis Pozzer il 7 giugno del 2004 su alcune aride rupi calcaree strapiombanti a picco sulla Valle dell’Adige nel corso di una escursione di ricerca nell'area del Monte Cimo,  sul versante veronese del Baldo, lungo una pendice 500 m a ovest di Preabocco (a monte dell’area di sosta, non lontano dal Santuario della Madonna della Corona), nel territorio comunale di Brentino. Ne sono seguiti anni di studi e di confronti scrupolosi, 'basati - confermano i ricercatori - su testi e campioni d'erbario provenienti da istituzioni scientifiche di varie parti d’Italia e d'Europa'. Studi coronati appunto dalla recente pubblicazione degli esiti, che certificano l'individuazione di una pianta del tutto nuova per la Scienza.

A partire da Francesco Calzolari (1566), sono stati numerosissimi i botanici provenienti da tutta Europa che hanno percorso il Monte Baldo, divenuto celebre per la ricchezza e la peculiarità della sua flora tanto da meritare l’appellativo di Hortus Europae. Riecheggia in tal senso attraverso i secoli la testimonianza dello stesso Calzolari: “Cominciando poi ad ascendere si trova la Corona dove è un tempio dedicato alla Madonna di molta devotione, ma non meno raro per il sito che lo rende quasi inaccessibile ... Ma quanto più questo passo è spaueteuole a riguardare e faticoso da uarcare ta[n]to più ci inuita all’ascenderui ... purché su’l detto sentiero nasce copia di seu ouer sette bellissime e rare piante.” . Già all'inizio del XIX secolo il materiale disponibile riguardo la flora del Monte Baldo era quindi  tanto abbondante che Dalla Torre (1904) fu in grado di scriverne una dettagliata storia dell'esplorazione floristica. Ciònonostante, alcune zone del Baldo  vennero trascurate dai botanici del passato. E così, dopo ben 450 anni di esplorazione, il massiccio riserva ancora sorprese di rilievo.  Non a caso prosegue anche in quell'area il lavoro di ricerca dello staff del Museo Civico, che dal 1991 è referente per il progetto di censimento della flora del Trentino, nel cui ambito ha archiviato quasi 1.000.000 di dati, e dal 2000 ha iniziato un analogo lavoro per la provincia di Verona, per la quale sono stati raccolti circa 150.000 dati. 'Stimolati da alcuni interessanti ritrovamenti floristici sui dirupi a picco  sull'Adige del Baldo settentrionale (Bertolli & Prosser 2006),  - raccontano i  botanici del Museo Civico a cui va il merito della nuova scoperta - abbiamo metodicamente investigato anche quelli delle aree centrale e meridionale sullo stesso versante della cresta montuosa. E in tal modo abbiamo individuato su quelle rupi del monte Cimo numerose piante della anomala Crucifera'.

Per scendere un po' più nel dettaglio, ecco un riassunto della descrizione scientifica di quegli esemplari stilata dai due botanici:
Emicriptofite (talvolta camefite) cespitose con una spessa radice che regge uno stelo basale ramificato (rami fitti fino a 1-1.5 cm).
Il fusto, coperto da residui di foglie secche degli anni precedenti, porta una rosetta di foglie alla base di ogni ramo; l'apice di quasi tutti i rametti è privo di foglie. Steli fioriti eretti, lunghi 20-40 cm alla fioritura, 30-60(-80) cm quando producono i frutti che li rendono procumbenti a causa del loro peso, cilindrici (circa 2 mm di diametro), glabri, verdi o, quando esposti al sole, rossicci e delicati.
Foglie a rosette generalmente in numero superiore a 20, un po' carnose, verde scuro, con debole profumo, 5-23 (in media 12)×0.3-3.5 (in media 1.6) cm, obovate-lanceolate, con incisioni molto variabili, da sinuate (principalmente nei siti ombrosi) a pennatifide (soprattutto nelle località esposte al sole), molto raramente intere, spesso con differenti incisioni sulla stessa pianta e in questo caso  le inferiori meno incise delle superiori, margini con circa 4-6 lobi rotondeggianti all'apice su entrambi i lati, margine scarsamente cigliato (circa 0.4-0.7 mm), superficie pressochè glabra.
Racemi con  circa 15-30 fiori dal profumo intenso e dolce, antesi avanzante dalla base all'apice, di conseguenza infiorescenza inizialmente corimbiforme, quindi racemosa con fiori inferiori più distanziati e i superiori vicini tra loro.
Lunghezza del peduncolo alla fioritura circa 1 cm., alla fruttificazione 1.3-3 (media 1.9) cm, glabro.  
Fiori con i due sepali esterni incurvati all'apice, lunghi 6-9 mm, i due interni leggermente più corti degli esterni, tutti con 2-8 peli (della lunghezza di circa 0.5 mm) verso l'apice (raramente alcuni peli anche a metà sepali), verdi con margine pallido; petali giallo limone, 1.2-1.6 × 0.5-0.9 cm, con lamina obovata-orbicolare, bruscamente attenuata in un artiglio lungo 3-4 mm, avvolto verso l'esterno così da formare un angolo quasi retto con la lamina stessa, apice tronco e  intero o leggermente marginato; 6 stami, 2 più corti (lunghezza circa 6-7 mm) e 4 più lunghi (10-12 mm); antere lunghe circa 2-2.5 mm; pistillo lungo circa 10-12 mm, stigma largo circa 1 mm, stilo lungo circa 3 mm; 2 ghiandole nettarifere, verdi, circa 0.5 mm di lunghezza, inserite alla base dei sepali esterni, persistenti nel frutto.
Silique glabre, più o meno pendule o orizzontali, 30-70 × 3-5(-6) mm quando mature, con ampiezza massima nel terzo superiore.
Semi disposti irregolarmente in 1-2 file, di colore marrone, ovati, leggermente compressi lateralmente, delle dimensioni di circa  2.2 × 1.6 × 1 mm.
L'epoca di fioritura va da aprile ai primi di maggio; raramente la pianta giunta a fruttificazione reca fiori anche in giugno. Il periodo di fruttificazione è alla fine di giugno o in luglio.
Tra gli insetti attratti dal dolce profumo e dal nettare dei fiori di Guenthera repanda subsp. baldensis si segnalano: Oxythirea funesta (Coleoptera Cetonidae), Cantharis sp. (Coleoptera Cantharidae) and Blasticotoma sp. (Hymenoptera Blasticotomidae) (det. A. Martinelli).

Sulla base degli studi effettuati, la Crucifera del Baldo si è poi rivelata parte del gruppo che porta il nome di Guenthera repanda, un gruppo assai polimorfo,diffuso nell'intera nell’area mediterranea occidentale dal Friuli-Venezia Giulia alle Alpi sudoccidentali, dalla Francia Mediterranea ai Pirenei e ai Monti Atlas. Delle 18 sottospecie conosciute ne sono registrate 11 per quanto riguarda la Spagna, quattro rispettivamente per Francia e Marocco, due per l'Italia e una  per l'Algeria. Sette delle 18 sottospecie di Guenthera repanda (subsp. almeriensis, subsp. diplotaxiformis, subsp. glabrescens, subsp. humilis, subsp. repanda, subsp. silenifolia, subsp. turbonis) sono piante molto basse, con  fusti più corti di15(-25) cm, e non possono quindi essere confusi con la subsp. baldensis, caratterizzata da fusti lunghi oltre 30 cm. La lunghezza degli steli  corrisponde a molte altre differenze. I gambi di 4 altre sottospecie (subsp. cantabrica, subsp. dertosensis, subsp. latisiliqua, subsp. saxatilis) possono raggiungere in alcuni casi i 35 cm e quindi incontrano o parzialmente corrispondono al range di variabilità della subsp. baldensis. In questo caso, a distinguere la subsp. baldensis è tra altri particolari l'indumentum delle foglie: solo la subsp. dertosensis mostra foglie glabre, le altre sottospecie hanno foglie pelose (anche sulla superficie superiore). Ulteriori quattro sottospecie, con fusti fino a 50-60 cm (subsp. africana, subsp. confusa, subsp. galissieri subsp. gypsicola), possono essere chiaramente distinte per le loro silique più sottili (fino a 3 mm contro gli oltre 3 mm della subsp. baldensis). A sorpresa, le tre sottospecie che mostrano le affinità morfologiche più strette con la subsp. baldensis sono tutte endemiche della Spagna orientale: si tratta più precisamente della subsp. blancoana, subsp. cadevallii and subsp. maritima. Le maggiori differenze consistono per la subsp. blancoana e la subsp. cadevallii nei petali più corti (≤ 12 mm) e per la  subsp. maritima nelle foglie glabre o con scarsa peluria sulla faccia superiore, mentre la subsp. baldensis ha foglie con margine cigliato. Non bastasse, La Guenthera repanda subsp. baldensis cresce in habitat aridi e rocciosi, calcarei, in particolare soleggiati, talvolta cespugliosi (non boscosi), su cornicioni esposti da est a sud-est e nord-est e nelle fessurazioni di dirupi adiacenti (e proprio per questa ragione il versante del Monte Baldo tra Brentino e Belluno Veronese, dove le rocce sporgenti non sono comuni, potrebbe costituire una barriera all'espansione della pianta verso nord); l' habitat della subsp. baldensis è così piuttosto differente  da quello della subsp. cadevallii e della subsp. blancoana nella Spagna orientale (pendii non necessariamente rocciosi).
Un risultato sorprendente è anche la scarsa similarità tra la subsp. baldensis e le sottospecie geograficamente più vicine: la subsp. glabrescens (endemica nel Friuli e nell'Italia nord-orientale ), la subsp. repanda (endemica nelle Alpi occidentali) e la subsp. saxatilis (endemica nella Francia meridionale). Considerando che le sottospecie di Guenthera repanda  si basano su differenze morfologiche minori correlate a aree di distribuzione ristrette o addirittura molto localizzate (Gómez-Campo 2003) e considerando la distanza geografica della popolazione del Monte Baldo da quelle più similari dal punto di vista morfologico, ne deriva inevitabilmente il riconoscimento della popolazione del Baldo come una nuova sottospecie.

Successivi sopralluoghi hanno definito meglio l’area di crescita spontanea della nuova sottospecie, che spazia da Preabocco fino alle rupi subito a nord di Brentino e ricade interamente nel territorio comunale di Brentino-Belluno Veronese. L'intera area di distribuzione si estende per circa 3 km ed è situata ad un'altitudine compresa tra i 250 e gli 820 metri circa. Una zona oggi ben conosciuta dai climbers, che vi hanno tracciato numerose vie d'arrampicata. Piccoli sentieri che conducono a tali vie permettono di raggiungere senza arrampicare numerosi insediamenti della pianta. L'unico sentiero 'storico' che attraversa il versante occidentale del Monte Cimo conduce al santuario della Madonna della Corona. Questo sentiero era noto anche ai botanici fin dal 1566, quando Calzolari pubblicò il suo 'Viaggio di Monte Baldo”. Per fatalità, nessun insediamento della sottospecie in questione è localizzato sulle rocce lungo tale sentiero , ma uno è situato solo 50-100 m più in alto. Evidentemente i selvaggi dntorni non hanno incoraggiato i botanici ad esplorare l'area oltre il sentiero. Ma è anche possibile che la  G. repanda subsp. baldensis sia stata confusa con   la Diplotaxis muralis (L.) DC., comune nella zona e caratterizzata da un habitat in qualche modo similare.

Dopo il Callianthemum kerneranum (Ranuncolo di Kerner) e la Gypsophila papillosa (Velo di Sposa di Garda), la Guenthera repanda subsp. baldensis si classifica così come terza pianta esclusiva individuata entro il 'giardino botanico naturale' del Monte Baldo.




BIBLIOGRAFIA

Prosser, F. & Bertolli, A
. 2007: A new subspecies of Guenthera repanda (Brassicaceae) from Mt.Baldo (SE Prealps, Italy), Willdenowia 37, pp.191-198. L'articolo è pubblicato sul sito internet dell’orto botanico e museo botanico di Berlino, all'indirizzo http://www.bgbm.org/willdenowia/willd37/article37108.htm. Solo l'abstract è ad accesso libero, per leggere l'intero testo occorre essere abbonati alla rivista.

 

 

 

Per informazioni:

Filippo Prosser
prosserfilippo@museocivico.rovereto.tn.it 

Alessio Bertolli
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Data di INIZIO effettiva19-09-2007
Argomento
Ambiente, risorse e biodiversitÓ
Personaggi, eventi, scoperte